La scelta del polistirene estruso (XPS) non può basarsi esclusivamente sul valore di conducibilità termica dichiarato. In ambito edilizio, soprattutto quando l’isolante è inserito in stratigrafie di solaio, è necessario valutare una serie di parametri tecnici legati ai carichi, ai materiali adiacenti e alle condizioni di esercizio.
Una selezione non corretta può compromettere la durabilità del pacchetto costruttivo e le prestazioni energetiche nel tempo.
Prima di analizzare le singole applicazioni, è essenziale considerare alcuni parametri chiave:
• Resistenza alla compressione (kPa): determinante nei solai e in tutte le applicazioni sotto carico.
• Assorbimento d’acqua: fondamentale in presenza di umidità, vapore o contatto con materiali igroscopici.
• Stabilità dimensionale: necessaria per evitare deformazioni che possano danneggiare massetti, finiture o rivestimenti.
• Compatibilità con i materiali adiacenti: membrane, malte, adesivi, intonaci, calcestruzzo.
• Tipologia di bordo: incide sulla continuità dell’isolamento e sulla gestione dei ponti termici.
In presenza di solai controterra o sopra locali freddi (cantine, garage), l’XPS deve garantire la resistenza alla compressione ≥ 300 kPa, l’assorbimento d’acqua molto basso, la stabilità sotto carichi permanenti.
In questi casi è consigliabile l’utilizzo di pannelli XPS a media-alta densità, con bordi maschio-femmina o battentati per migliorare la continuità isolante sotto il massetto.
Quando l’XPS è posato sotto massetto il pannello deve resistere ai carichi del massetto stesso e delle finiture, ed è necessario evitare deformazioni differenziali che potrebbero causare fessurazioni.
La scelta ottimale ricade su XPS con elevata resistenza a compressione con stabilità dimensionale, certificato per applicazioni sotto carico a lungo termine.
Nei solai di copertura, in particolare nei tetti piani e rovesci, l’XPS deve lavorare in condizioni di umidità permanente, mantenere prestazioni termiche costanti ed essere compatibile con membrane impermeabilizzanti.
In questi sistemi l’XPS è un’ottima soluzione idonea grazie alla sua struttura a celle chiuse.
Nelle zone basse delle pareti esterne, soggette a umidità di risalita, urti meccanici e infiltrazioni d’acqua, l’XPS è preferibile ad altri isolanti.
In questo caso è consigliato un pannello con:
• elevata resistenza meccanica,
• superficie idonea all’adesione di rasanti e intonaci eventualmente ruvida,
• bordi adeguati a ridurre infiltrazioni d’aria in funzione della planarità del supporto.
Per pareti interrate o controterra, la scelta dell’XPS è quasi obbligata. In questo caso il materiale deve:
• resistere alla spinta del terreno,
• non degradarsi in ambiente umido,
• mantenere invariata la propria geometria nel tempo.
In questi sistemi l’XPS lavora spesso in combinazione con strati drenanti e impermeabilizzazioni, con cui deve essere pienamente compatibile.
Sulle pareti fuori terra l’XPS viene impiegato in situazioni specifiche come ad esempio la zoccolatura, su facciate rivestite con una controparete esterna o quando non si può intervenire esternamente con una controparete.
In questi casi è importante verificare la compatibilità con il sistema di finitura, l’adesione dei collanti e il comportamento al vapore.
Lo spessore dell’XPS deve essere determinato in base:
• ai limiti di trasmittanza imposti dalla normativa,
• alla stratigrafia complessiva del pacchetto,
• al contributo isolante degli altri materiali.
In sistemi multistrato, l’XPS viene spesso utilizzato come strato con funzione di adeguare la resistenza al passaggio del vapore, abbinato ad altri elementi come teli e membrane con funzioni complementari.
Scegliere il miglior polistirene estruso per solai e pareti significa valutare l’XPS come componente funzionale del sistema edilizio, non come semplice pannello isolante. Solo una corretta analisi di carichi, umidità, materiali adiacenti e condizioni di esercizio, consente di ottenere un involucro efficiente, durevole e conforme alle prestazioni di progetto.