Nel settore dell’isolamento termico in edilizia, polistirene estruso (XPS) e polistirene espanso sinterizzato (EPS) rappresentano due soluzioni ampiamente diffuse, spesso percepite come alternative equivalenti. In realtà, pur derivando entrambi dal polistirene, si tratta di materiali con caratteristiche fisico-meccaniche profondamente diverse, che ne determinano ambiti di utilizzo specifici e non intercambiabili.

Una corretta scelta tra XPS ed EPS è fondamentale per garantire prestazioni energetiche, durabilità e sicurezza strutturale dell’intervento.

Differenze nel processo produttivo.

La prima distinzione tra XPS ed EPS riguarda il processo di produzione, che influisce direttamente sulla struttura interna del materiale.

L’EPS è ottenuto per sinterizzazione di perle di polistirene espanso, che vengono riscaldate con vapore acqueo ad alta temperatura in stampi, dove si saldano tra loro formando blocchi omogenei. Questi vengono tagliati in lastre o altre forme, creando la caratteristica struttura a celle chiuse che trattiene l’aria e lo rende un ottimo isolante. 

L’XPS, invece, viene prodotto tramite estrusione continua: il polistirene fuso viene spinto attraverso una filiera, generando pannelli a celle completamente chiuse, omogenee e compatte. Questa differenza strutturale è alla base delle diverse prestazioni dei due materiali.

Conducibilità termica e prestazioni isolanti.

Dal punto di vista termico, entrambi i materiali offrono buone prestazioni, ma con alcune differenze rilevanti:

XPS: λ compreso indicativamente tra 0,029 e 0,035 W/mK

EPS: λ generalmente tra 0,031 e 0,040 W/mK, in funzione della presenza di additivi (come ad esempio la grafite)

A parità di spessore, l’XPS garantisce spesso prestazioni leggermente superiori e, soprattutto, più stabili nel tempo, anche in presenza di umidità. L’EPS, invece, può subire variazioni prestazionali se esposto ad acqua persistente.

Resistenza meccanica e comportamento sotto carico.

Uno degli aspetti più critici nella scelta tra XPS ed EPS è la resistenza alla compressione.

XPS: valori tipici da 300 a 500 kPa, con pannelli tecnici che superano anche questi limiti

EPS: valori mediamente compresi tra 70 e 200 kPa, a seconda della classe

Questa differenza rende l’XPS idoneo per l’isolamento sotto massetto, le pavimentazioni soggette a carichi, tetti piani e coperture rovesce, fondazioni e platee.

L’EPS, invece, è adatto principalmente a cappotti termici tradizionali e applicazioni dove il carico meccanico è ridotto.

Assorbimento d’acqua e comportamento in ambienti umidi.

La struttura a celle chiuse dell’XPS comporta un assorbimento d’acqua estremamente ridotto, generalmente inferiore all’1% anche dopo immersione prolungata. Questo consente al materiale di mantenere inalterata la conducibilità termica nel tempo.

L’EPS, al contrario, presenta una maggiore permeabilità all’acqua, soprattutto in caso di posa non protetta o in presenza di cicli gelo-disgelo. In ambienti umidi o controterra, l’EPS può perdere parte delle sue prestazioni isolanti.

Per questo motivo:

XPS è preferibile in zoccolature, fondazioni, tetti rovesci, locali interrati

EPS è indicato per facciate e cappotti fuori terra

Durabilità e stabilità dimensionale.

In termini di durabilità, l’XPS offre una stabilità dimensionale superiore, anche in condizioni ambientali critiche. Resiste a:

• cicli di gelo-disgelo,

• compressioni ripetute,

• contatto prolungato con umidità.

L’EPS garantisce comunque una buona durabilità, ma è più sensibile:

• all’umidità persistente,

• alle sollecitazioni meccaniche,

• alla deformazione sotto carico nel lungo periodo.

Entrambi i materiali sono conformi alle normative europee, ma l’XPS è regolamentato specificamente dalla EN 13164, mentre l’EPS dalla EN 13163.

Ambiti di utilizzo consigliati.

Quando scegliere l’XPS

• Isolamento sotto massetto

• Tetti piani e coperture rovesce

• Fondazioni e platee

• Zoccolature e parti basse del cappotto

• Pareti controterra

Quando scegliere l’EPS

• Cappotti termici tradizionali

• Isolamento di facciate fuori terra

• Interventi di riqualificazione con carichi ridotti

• Progetti con forte attenzione al contenimento dei costi

Differenze di costo.

In generale, l’XPS ha un costo superiore rispetto all’EPS, giustificato da migliori prestazioni meccaniche, maggiore resistenza all’acqua e durabilità superiore.

L’EPS rimane una soluzione più economica per applicazioni standard, purché venga impiegato nel contesto corretto.

Conclusione tecnica.

XPS ed EPS non sono materiali alternativi, ma complementari.

La scelta corretta non dipende solo dal prezzo o dalla conducibilità termica dichiarata, ma da: condizioni di posa, presenza di carichi, esposizione all’umidità,

Una valutazione tecnica accurata consente di evitare errori progettuali e garantire prestazioni costanti nel tempo.

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